June 2008
Lo sapete cosa sono le istanze on-line? Potrebbero sembrare questo - invece sono perdere una settimana di tempo a seguire la solita procedura lasciapassare A38 (capire come compilare i campi, compilare i campi, ricevere metà di un codice supersegreto, recarsi presso una segreteria scolastica per essere identificati - con tanto di fotocopie di tessere e carte varie, provarsi a spiegare alle varie figure che si incontrano cosa esattamente si è lì a fare, che loro mica lo sanno (di solito la trafila è questa, e ad ogni passaggio bisogna rispiegare tutto daccapo: bidelli all’entrata -> segreteria didattica -> segreteria amministrativa -> ufficio personale), o se qualcuno lo sa è sempre l’ultima persona che incontri dopo circa due ore che stai lì a girare e sproloquiare, farsi quindi dare la seconda parte del codice super-segreto, tornare a casa, inserire il codice intero, cambiarlo, leggersi la guida pdf di 40 pagine su come bisogna operare da questo punto in poi, operare, o almeno provarsi a farlo, dal momento che il sito del ministero funziona due volte sì e tre no, e se ci si blocca a metà di qualche procedura bisogna ripetere tutta la registrazione dall’inizio, e finalmente inoltrare la propria domanda, ricevendo un pdf di conferma in casella e-mail).
Tutto a posto? Tutto a posto finché non si riceve, dopo quindici giorni durante i quali si pensava di essere belli che registrati, una mail dal ministero nella quale si viene informati che loro non hanno ancora ricevuto niente, e cosa si aspetta a inoltrare la domanda, che la scadenza è il 30 e se lo fai da adesso in poi è probabile che trovi il sito intasato e non riesci a farla.
E allora, dopo due bestemmioni carnosi e saporiti, ci si stampa un cartaceo di QUATTRO FOTTUTE PAGINE già precompilato e tutto, lo si firma, e lo si va a consegnare di persona all’ufficio scolastico provinciale di competenza. E poi l’ottimizzazione la vogliono fare su noi professori. Ma che vadano a macinare la farina.
ASPO-Italia: Qualcuno specula sulla speculazione
(via puscic)
(per i tambleristi italiani: oh, ma che è, il picco delle 2 di notte?) :D
C’era una volta tanto tempo fa una muuuuucca che veniva avanti lungo la strada, e questa muuuuucca che camminava sulla strada incontrò un simpatico ragazzetto a nome confettino… Questa favola gliela raccontava suo padre, suo padre lo guardava attraverso il vetro del monocolo: aveva una faccia pelosa. Era lui confettino. La muuuuucca veniva avanti lungo la strada di Betty Byrne; Betty vendeva zucchero filato al limone.
Oh, le roselline selvatiche Sul praticello verde
Cantava questa canzone. Era la sua canzone.
J. Joyce
Once upon a time and a very good time it was there was a moocow coming down along the road and this moocow that was coming down along the road met a nicens little boy named baby tuckoo…
His father told him that story: his father looked at him through a glass: he had a hairy face.
He was baby tuckoo. The moocow came down the road where Betty Byrne lived: she sold lemon platt.
O, the wild rose blossoms
On the little green place.
He sang that song. That was his song.